sabato, 09 febbraio 2008

Categorie: poesia

maledettamente inverno
su cui una luce fiacca
mi emerge ancora
in questa piccola stanza.
 
Sono del tutto assente,
Le carezze lasciate sulle mani
Sono portafoto
di un ricordo
 
gli amici, a quest’ora
Probabilmente dormono
 
È nella paura che lasciamo i sogni
nell’incomprensione
Di un dolore che non so,
sopporto
 
 mi faccio chiodo nel muro
stando fermo
 
lasciando li la mia arte a dondolare.


postato da: Radames alle ore 17:04 | My Site | commenti (6) |permalink|

sabato, 03 marzo 2007

Categorie: articolo

Mi rendo conto che essere a Roma e non usare Roma è un qualcosa che prima o poi ti omologa come rottame, come una di quelle vecchie ruote di carro che si attaccano per fare arredamento, ormai hanno perso la loro funzione. Cosi anche io provo a uscire dal marasma. E iniziare a produrre arte quanto basta in versione totale, come prevede la maieutica. ed è apunto questa che devo creare. Anche se qualche passo del manifesto lo dovrei rifare. E sicuramente quello per le arti visive. Le cose sono due, o si ottiene un qualcosa di meglio oppure anche questo parto della mia coscienza verrà omologato. Ma prima di decretare l’ultimo stato del progetto vorrei provare a proporlo, almeno per esser speranza tra tutte le cose che fanno bene, come la pasta, la pizza, i giardini pubblici, le coccole, e altre belle bellissime cose. Per cui anche per uno, non fa male a nessuno. Io ci provo.  


postato da: Radames alle ore 11:55 | My Site | commenti (7) |permalink|

domenica, 25 febbraio 2007

Categorie: satira

Lezione di stile (ovvero come si cacciano i lupi dal gruppo)

È la festa del compleanno di Fedora, dovevano venire amici da Viterbo. Ma all’ultimo momento ci fanno buca, la roba è tanta, e se magna. Poi arrivano amici di Antonella, porca la cippa lippa, mi viene da dire, tre finanzieri, due con la ragazza uno a Caserta, l’altro a Verona e che si comportano come se questo fatto nell’eventuale incontro serale, non sia un fattore di disturbo.  E poi uno, un altro  che fa lo splendido, ossia Vincenzo. Questo ha la battuta della suddetta categoria, simpatia e allegria, un campionario da sfascio, riprovato e riprovato in ogni avvenimento, anche la conformazione mentale si è trasformata, lui dice “a battuta, doppio senso, faccio ride, me trombo chi ce casca”. Tutto questo finché non sono subentrato io, non so se ricordate Buffy l’ammazza vampiri, io so cacciatore uguale. Il piano prevede mo faccio anch’io il compare, e cosi faccio… divento uguale, battuta arguta, doppio senso, faccio ridere. In pochi minuti gli rubo la piazza. Ho 4 anni in più, ma sembravo che ne avessi duecento in esperienza, perché il mio cervello ragiona 4 volte più svelto. Andiamo al trinity college, un pub carino. Ballo benissimo, diciamo che mi muovo. Un'altra ovazione da “ammazza come balli bene”, Antonella non se lo aspettava, mi diceva pensavo non sapessi ballare, anche Fe, che sosteneva tu ti muovi troppo male, si è rimangiata tutte le parole. Il lupo era li spiazzato, in pensiero, com’è…  sembri serio serio,  poi ti trasformi in altro… e mi mandi a puttane la scena,  avrà pensato. Proprio li mi sono avvicinato e abbiamo fatto un discorso pseudo serio, -io ad esser come te mi dice non riuscirai, insomma la ragazza fissa- mi dice, io lo guardo nel mentre che tengo la mano di Fedora, gli rispondo -come mai?-

E lui dice stizzito “dopo cinque giorni a me le ragazze hanno già rotto le balle, sai a me a Siracusa le ragazze mi chiamano la giostra, le porto tutte a fare un giro-

Io educatamente e con il massimo dell’eleganza le dico –nel mio paese non si può, e sai perché, lo fai e poi sarebbero pure i vecchi ad indicarti, a dirti… lo vedi quello, si quello li, e tu nel mentre che li guardi dici, ma parlando di me… si proprio a te, e sai cosa? Cosa? Si tu… sei un bastardo!- non sapete la faccia che ha fatto, ha abbassato lo sguardo, non se lo aspettava. Eppure in poche frase gli avevo reso il mondo per quello che era, giudicando il suo comportamento altamente irrispettoso.  Fedora non si è accorta di questo scontro, si è accorta solo che mentre raccontavo, avevo alzato leggermente il tono della voce, infatti mi disse -amò perché hai alzato la voce?-

-hai ragione- le dissi –non me ne sono accorto- e mi spostai lasciando basito Vincenzo, che incassava amarezza da quello che era dentro.

All’uscita era nervoso, be io gli avevo fatto un esempio, era un consiglio di circostanza, ma non era diretto, ma aveva fatto effetto abbastanza. Tant’è vero che in macchina s’è appigliato all’unica cosa in cui poteva, cambia discorso –te che hai votato?- mi domanda. –Rifondazione- le rispondo. Lui si fa forte di posizione di cui non mi fregava  nulla, soprattutto alle tre del mattino. Gli rispondo –vedi vincenzo, che sia la destra che te la mette in culo o la sinistra, sempre in culo la pigli- due a zero e chiudo la partita. Ragazzi miei che incazzo aveva. Però so figo, so io eh… Er meglio de Roma.


postato da: Radames alle ore 06:28 | My Site | commenti |permalink|

giovedì, 22 febbraio 2007

Categorie: articolo

Forse io vivo per il finale, sono sicuro. Il finale che non conosco, che cammina al mio fianco, sicuro.  più di me certo, nelle cose più vere. Il finale sente, vede, si arrabbia, cammina con passo felpato ed è li occhi nel baratro a cercarti. Ti fa da sfondo, ti fa da faro e lo segui perché non possa arrivar altro se non quello che ti sei tu stesso preparato senza per questo azzardarlo. Il finale è un filo di lana, come quello che i gatti tengono tra le zampe, scucito via dalla matassa, lo tiri, e sai bene come andrà a finire. Tutto nodi, incapace di trovarne il senso, devi tagliar tutto subito. Perché quando comincia a finir da una zampa all’altra è già possibile veder che non ci sarà maglione per l’inverno. Ma per non esser negativi, e dio non voglia. Il finale che tu aspetti è quello che ti salva. Non quello che ti annienta. Lo stai facendo correre tu, gli stai dando la mano. Lo stai portando con te, perché ti assomiglia, perché lo ami tanto. Perché sai bene che quello che percepisci è la tua vera natura. Per questo non puoi ignorarlo e lo aspetti. Aspetti che prima dell’addio ti fermi. E ricominci con te da capo. Io aspetto il finale.

 


postato da: Radames alle ore 03:16 | My Site | commenti (2) |permalink|

venerdì, 16 febbraio 2007

Categorie: articolo

Rimasto cosi, la giornata è finita, sembra aver detto tutto, sarà il caffè sorseggiato alle nove e mezza, non riesco a giustificarmi, rimasto, sono rimasto, alzato appunto, a cercare di stancarmi, scrivo, leggo, ascolto i modena city ramblers, avrei voluto la buona notte, come sempre… da entrambe le voci della mia coscienza adulta. Fedo, Dani e Giadina, di sera Dani non c’era. Le farà compagnia Virgilio che non è sicuramente un aitante ragazzo. Ma si tratta di illo, il rompiballe di tre generazioni passate, la prima che se lo sorbì in vita, la seconda di chi se lo sorbì in morte, la terza che quando andando all’inferno giusto per scaldarsi le mani, entrando esclama… vabbè qui si va tra la perduta gente, ma questo pirla s’è preso casa pure qua. Insomma Virgilio le combina sempre. Non l’è ganzo pe niente. Questa parentesi era appunto per dir che Dani ha un esame di latino il 19. io ho anche pregato la madonna, speriamo che se la cavi.  ieri mi ha detto "ti voglio bene" io con i lacrimoni mi sono commosso.

la voglio benissimo anche io... per sempre amica mia, per sempre.

 

Di altro che dir, vista l’ora, a si! 

...domani una truppa di cognati con con-cognato annesso, arriva qui a Roma. dovete sapere voi che mi seguite sempre, fedeli blog-afficionados, che Monica, la sorella di fe, è proprio ingamba. La si vede subito che è una persona riflessiva. Una ragazza che prima di dire una cosa, conta fino a dieci. Acciderbolina non vi ho parlato di fedora nel giorno del san valentino, ma questo è un altro post… arrivederci.


postato da: Radames alle ore 01:57 | My Site | commenti |permalink|

giovedì, 15 febbraio 2007

Categorie: articolo

Nella pretesa di un giornata senza ideali, si fece vivo qualcosa, imprecisamente non avevo idea… ma poi comparve misteriosa. Ho ripreso a narrare. Cosi un noir si fa largo. voglio terminarlo questo libro. Devo… ho un coraggio particolare adesso. mi sono vicino come il sole e la luna, si prendono cura di me, che giro  come terra  e do vita a questo mio sognare.

Sono... naturalmente,  Fedora e Daniela. Le mie due anime, le mie due metà del cuore.

sono qui affianco a me. La mia ragazza la prima e la mia migliore amica la seconda. Sono per me come il colore dei sogni.

ora solo ora, posso esser me, nell’attesa di uno stramaledetto lavoro, lavorerò a me stesso. e sarò anche parte di loro.


postato da: Radames alle ore 02:41 | My Site | commenti |permalink|

domenica, 11 febbraio 2007

Categorie: articolo

Cosa importante è aspettare che tutti escano da casa. Non è uno slogan, ma è veramente il comandamento che da due settimane sto vivendo insieme alla mia ragazza. Lei abita con la sorella con cui spartisce la camera, io avendo una doppia con un soprammobile che si trastulla con abitudine su giochi on line, ci è quasi impossibile espletare alcune delle seguenti cose: coccole, e coccole xxx. Quando arriva l’aria Sabatina, roma scopre una primavera anticipata, l’aria si riempie di profumi, di tepore… cosa ci si potrebbe aspettare… guardi dalla finestra “merda! Piove” anche stasera quindi la si dovrà passare a battere chiodi.  Cosa ci rimane da fare, si organizzano cosi le disparate cose: salto fuori dal balcone; ma no… si incazza la vicina; chiacchiera sull’uccel di bosco, ma no… ci ciula il wwf; Si gira intorno alla stanza allora?, ma onestamente stando dentro, non comprendo come posso farlo senza abbattere le pareti. Non ci rimane che… ombrello in mano, si va al tour dei supermercato. Prima al pam club, poi al conad, poi al todis…  accidentaccio… mi è sembrato di veder un gatto. Disse qualcuno che onestamente non centra nella narrazione della giornata. per cui fu abbattuto immediatamente.

Alla fine comunque uno spazio per poter far quel che si doveva fare fu trovato. mezz'ora nemmeno. ditemi ora voi cosa manca per essere felici?

 

...ma tra tutti i market ci siamo dimenticati proprio quelli?

Si amò.

Ma veramente non ne abbiamo?

No… veramente...  non ci stanno.

Possiamo fa senza, basta stare attenti... come sempre.

Siamo incoscienti lo sai.

Siamo deficienti hai ragione. No… non voglio rischiare.

Rivestiamoci dai stanno per tornare.

che sfiga!

 

 


postato da: Radames alle ore 03:00 | My Site | commenti (1) |permalink|

venerdì, 09 febbraio 2007

Categorie: articolo

Se si rimane con il naso in su verso le stelle, molto probabilmente a causa della posizione che già da dopo dieci minuti ci ha già  girato le balle, cominceremo ad avere incontri ravvicinati ed ammettere cosi questa esistenza. Se allo stesso modo vi girano le balle senza aver fatto nulla, e vorreste fare qualcosa, allora siete alla ricerca di lavoro, e non di rado capita di vederli, non gli extraterrestri… ma i cosiddetti psicologi del lavoro. Con molto meno affetto del gruppo dei Raeliani, la mattina del mercoledì sette vado a fare un colloquio. Le selezioni  sono per la Mondadori. In realtà si tratta della seconda selezione, visto che la prima, fu l’abbaglio della proposta sbattuta sotto i miei occhi quando sono andato all’agenzia interinale. Cavolo ho pensato… che gran botta di culo! E poi il libraio io lo ho già fatto, pensavo… tutto questo lo ho pensato fino al mercoledì sette alle ore 9.30.

Arrivato lì, girandomi un po’ intorno pensavo d’essere al laboratorio analisi dell'asl, facce sgradevolmente raccolte, aspettavano per gli esami delle urine e delle feci. Ovviamente no, ma il test psicoattitudinale che si andava a fare, dava tuttavia la stessa intensità. Quali sono secondo voi le azioni che causano maggior stress? Era questo il quesito… mettendo 1 per il maggior stress, e 12 per il minore. Nel test erano segnate azioni come subire un furto, vincere 5 milioni di euro, essere coinvolti in un incidente stradale, e altro. Individualmente tutti erano capaci, ma collettivamente in 10 minuti dovevamo ragionare per arrivare a valutazioni complessive. Non è di quegli incubi che si fanno quando si sta vedendo porta porta. È successo veramente. A questo punto doveva arrivare il colpo di scena, ossia qualcuno, più propriamente il protagonista, entrava nella stanza, rotolava per terra e balzando come una molla, sgominava la banda dei cattivi con mosse di Kung fu. Ma inverosimilmente non avvenne. la sorpresa maggiore è che li pagano per prenderci per il Culo. Sono uscito a testa bassa, e ho continuato a guardare in terra per effettuare una nuova ricerca, fino a che non ne ho visto una grande spiaccicata in terra. e sono due ho pensato… ma se pestavo la prima magari arrivavano dei soldi.

 


postato da: Radames alle ore 02:40 | My Site | commenti (1) |permalink|

giovedì, 08 febbraio 2007

Categorie:

Ricordando gli anni passati, quando il tempo delle mele adornava le nostre giornate, si festeggiavano i compleanni con i lenti. I cavalieri timidi imberbi si infilavano in un angolo le donne agghindate all’occasione, civettuolamente stavano in gruppetto. E tra i balli più o meno collettivi, dati dalla prima  disco dance o delle melodie degli Eurythmics… in cui ci si moveva come un tappeto sbattuto, si apriva il sipario dato appunto dal lento. Il ragazzo come mosso da una mano invisibile poggiava il bicchiere sul tavolo e andando verso le ragazze, con la mano tesa con grazia e gentilezza, le invitava a ballare. Le fossette si pronunciavano, le gotte si arrossavano. Era la magia dell’ultimo romanticismo.

Che è successo poi. Quando per sentirsi disinibiti negli anni novanta, si iniziò a calpestare la magia. Strusciamenti, mani morte, mani mostruose, presero il posto del romanticismo. In mezzo alla discoteca sembrava di essere alla mattanza dei tonni sulle coste della Sicilia. Febbricitanti di sesso, alcool, droghe più o meno pesanti per dover trovare divertimento. Per dover sembrare come gli altri ci si abbatteva nel kunz kunz stunk,  della disco senza sentimento. Frasi del tipo, te l’ha dà, me l’ha dà, ce la daranno. Ve la daranno. Erano il frasario degli uomini, tornati misteriosamente all’età della pietra. Le donne invece blindate come una banca del seme, rispondevano, c’è la chiederanno ma non la daremo. Nemmeno i film sugli Zombie avrebbero potuto far rinascere tale schifezza. Negli anni 2000 il collasso generazionale aveva incluso il pacchetto suoneria, il cellulare parlava, parlava, trilli di ti amo, di ci sono, di buonanotte presero il posto della voce. D’altrocanto parallelamente i nostalgici avevano preparato un percorso parallelo, se non volevi esser zuppa eri pan bagnato. Diventavi sostenitore del principio. Andando cosi nelle feste dell’unità, dove la band era pronta, e ska! Ska! Ska! Ci si lanciava a capofitto in un ballo senza regole. Dove s’aggiungeva la baracca al lato, in fiumi di birra e salatino vomitato. Prendeva cosi vita la pizzica, dove la donna diventava l’ideologia dell’epica moderna. Penelope si dimenava sulle corde della vita. se devo scegliere, preferisco di gran lunga questo alla discoteca, in cui non sono mai riuscito a portare il guinzaglio D&G al collo. A parte la mia considerazione personale. Resto del fatto che ci sarebbe bisogno dell’illuminismo… di generazioni di cervelli che restaurino il romanticismo perduto, perché di teste ne son rimaste, ma sono tutte fra le mutande.

 

Questa premessa era per dir che ieri sera, si festeggiava Flora, la coinquilina di Fe, ventunenne dell’epoca omnia. Nulla di tutto quello che ho descritto su è successo, solo il nostro entusiasmo di posseduti dallo spirito del non sense, un tiramisù è diventato il centro nevralgico del nostro buon umore. E grazie al barbatrucco da me compiuto, ho potuto verificare che il romanticismo è caduto in disuso (Dani può comprendere, coraggio amica mia, la vita è bella e tu sai attendere il meglio per te).  Detto questo faccio gli auguri a Flora.


postato da: Radames alle ore 15:49 | My Site | commenti |permalink|

giovedì, 08 febbraio 2007

Categorie: articolo

Tutte donne tranne me

 

Metti una sera, una candela, champagne ghiacciato e l'avventura può iniziare ormai… cosi avrebbe detto battisti aspettando qualcuno. Ma se il possibile qualcuno fosse più di un giradischi che gira e dei sogni avesse una realtà di piuma, sorriso d’occhi che ti trapassa lieve, da stringere e continuare nel tuo quando le tieni le mani. Allora se fosse cosi, sarebbe sicuramente la mia dolce metà, Fedora.

E attenzione… questa non è una supposizione, levando così le circostanze romantiche, rimanendo solo noi, saremo sicuramente tutto il mondo. un po’ come un caravaggesco silenzio, emergiamo dal buio, il resto scompare e siamo gli innamorati che stringono nel tempo il loro sempre. Amare è così. Forse Shakespeare avrebbe mormorato nei pensieri della luna, la venuta della luce delle stelle a baciar di lor speranze, le rose dell’ultimo settembre. Forse avrebbe poi pensato che nessuna legge esiste, e ricordar cosi… che nel bianco delle pupille, avrebbe irradiato come una nota di chiarezza di primo autunno, il fiore che raccolto allora… anche se rosa, non sfiorisce. E in questa nuova legge è  l’eterno che rinviene. Amore mio, non è Shakespeare che ti pensa. È la mia voce che ti nutre, e tu… semplicemente sei l’essenza. Questa è la mia dolce Fedorina.

 

Oltre di lei,  non ci sono una schiera di nanetti che tornano dal lavoro cantando hei hoooo! E paradossalmente sarei io bianca neve, ma non allarmatevi…se non vi riesce così di immaginarmi, dovreste non sforzarvi in questo inganno, sarebbe terribile l’affanno… e ci tengo al vostro modo di pensar ancora modestamente lineare.  Ma era come dir d’essere nel centro, e nei lati accanto (a Me e Fe), nelle vesti di mammolo e dotto (non per statura ma d’importanza) ci sono Giada e Daniela. Amiche uniche che da quasi due anni a questa parte hanno coronato la mia esistenza. Che dir di loro… è un tripudio alle tre grazie. E grazie-grazie-grazie, Per l’appunto. Tornerò a narrar di loro le gesta… visto che da tre giorni ci circondano le disgrazie, quelle comuni che come zoppo  ci fanno zoppicare. Dani assurdamente è caduta in anticamera d’amore, che fosse errore il mio positivismo del quattro febbraio? Non so… eppure i fatti lo fanno.

 


postato da: Radames alle ore 01:34 | My Site | commenti |permalink|

martedì, 06 febbraio 2007

Categorie:

Ancora si cammina sulla terra, dissero così la mattina, dopo una colluttazione con la parola dove l’unico sconfitto fu il teatro. Nemmeno in un campo disseminato di fiori recisi per i bombardamenti della seconda guerra mondiale vi è stata tanta compassione, o forse gli unici contenti sarebbero stati i giapponesi, avidamente in Nikon avrebbero fotografato i fatti come se fossero esemplari da bacheca. eppure quello visto ieri sera avrebbe sicuramente mosso più di una mano a batterle o a combatterlo, il teatro dunque, quello francese di Oliver py, ragazzetto del buon salotto parigino trasportato in Italia al piccolo Eliseo,  si atteggiava da pavone di fronte a sua maestà l’ambasciatore.

Che dire di lui, da nostalgico del teatro di una volta in cui si capiva la sua essenza, forse quella di smuovere un neurone a formalizzare li la sua prima esperienza educativa, mi ritengo al quanto critico verso le forme contemporanee di bla bla bla. La prima parte della serata comunque è stata veramente bella, un Leo Gullota fuori dal mar del Bagaglino, invece di boccheggiare, ha fatto vedere di cosa è capace un attore, modestamente rinato con un monologo sul mondo Mediocre. Tutti hanno apprezzato, quando lui evocava l’ombra del qualunquista che arpeggiava il nulla nel mondo tv  e inneggiava al poeta, al grande artista portatore dei semi nuovi per far rinascere la cultura. In ogni caso io e la mia Fedorina, agghindati di gran Gala, eravamo li a stupirci onestamente di quei silenzi e di quei bombardamenti di luce soffusa, di parola prolissa, di barocco francese. Vestito come un Anfry bogart contemporaneo, con una panama a risaltare gli occhi sul mondo, abbracciavo la mia metà, una Mata Hari che spionisticamente conservava nel cuore la voce del grande teatro shakespiriano, e spionisticamente avrebbe annunciato. “Questo teatro non va”… cosi insieme alla mia Fedora, a fine serata ci siamo congedati, e nell’autobus cosi tutti splendenti, siamo ritornati fra gli sguardi dei vari rumen-albanesi  della stazione termini, e con paura dello squallido teatro del vero mondo, siamo tornati a malincuore nella nostra abitazione.  


postato da: Radames alle ore 14:11 | My Site | commenti |permalink|

lunedì, 05 febbraio 2007

Categorie: articolo

Fu da quando fu scoperto l’atomo che misteriosamente la scienza fece balzi giganteschi, ma quando si tratta di più atomi distesi e portati a 200 gradi, non è sicuramente abbronzatura agostana, ma  trattasi di pasta al forno. Sostanza eccelsa,  per quanto innocua,  capace di cambiare l’uomo. Una besciamella densa con tanto buon formaggio e la classica colata di densissima “pummarola” (giusto per usare una variante tecnica), rischia con il suo stridente silenzio e una fragranza alchemica millenaria, di illuminarci adeguatamente. Basta così…  spegnere la luce della cucina… per rimanere meno spaesati di fronte a cotanta grazia. Tutto questo si è ripetuto domenica all’ora di pranzo in una casa nel quartiere soleggiato di cinecittà. E li che una donna piccina picciò, la mia dolce Fedorina, creò l’acquolina in bocca. Subito seguita dalle fatidiche quattro ganasce e dalla pancia mia fatti capanna. Non si riesce capire come i partecipanti siano arrivati incolumi alla fine della giornata, miliardi di calorie infatti sono state liberate dentro di loro; questi alla fine del banchetto hanno ringraziato dicendo alla cuoca “grazie mille… ancora un altro un altro piatto”...      


postato da: Radames alle ore 12:04 | My Site | commenti |permalink|

domenica, 04 febbraio 2007

Categorie: articolo

Spesso avvengono cose a cui nessuno riesce a dare spiegazione. una delle mie migliori amiche che abita a Padova, incontra per caso uno dei miei migliori amici che vive a Roma, il tutto senza che li avessi fatti incontrare io. il fatto si e’ verificato in una sala biliardo in una periferia di una città che per motivi strettamente riservati dobbiamo mantenere celato. le luci basse della sala sono state teatro di una disfatta memorabile, quella di Francesco Biancu, noto come biancone, futuro sindaco Nuorese. dopo una serie di giocate spettacolari, la ragazza siciliana stende un bel cappotto sulle spalle del ragazzo. ma la sconfitta del Biancone e’ preludio all’accendersi del cuore dei due, evidentemente non tutta la serata era andata a buca. Gli inquirenti ancora indagano, ma un articolato e variegato dialogo quattrocentesco fu responsabile dei drammi che ben presto trascinarono alla palpitazione irregolare dei cuori. Il Ris nelle sue indagini, pare abbia trovato delle tracce di rossetto e alcolici, presumibilmente birra. La passione di cui li si incolpa pare essere stata innescata da queste ben note sostanze. La cosa che comunque ha fatto più scandalo e’ stato riuscire a portare a termine la serata sotto le notte ipnotiche di Gigi D’Alessio. Uno dei presenti che ha  assistito alla scena, ha commentato “ero come paralizzato, d’improvviso li ho visti… la paura ha cominciato a fluire e quella musica mi faceva venire delle manie strane, come di prosciutto con melone”. Un altro presente invece, facendosi largo fra la gente ha dichiarato “io ho saputo tutto alla televisione, veramente scioccante!… dovrebbero vietare certe cose”. Solo al popolo ora rimane il giudizio, quello accaduto e’ un fatto che sicuramente si ripercuoterà piacevolmente sulle generazioni future. Non ci sarà quindi da meravigliarsi se Ale, amico fortunato, attende alla finestra sapendo che in ogni cuore, succede prima o poi che si accenda quel motore. E augurando ogni bene… diviene spettatore di una futura amicizia, ma probabilmente… di un nuovo e splendido amore.


postato da: Radames alle ore 01:52 | My Site | commenti (1) |permalink|

giovedì, 01 febbraio 2007

Categorie: satira

da quest'anno aggiungo anche pensieri, satire e altre cose a questo blog ... 

questa cosina l'ho scritta adesso di getto. non so che sia...

spero che piaccia.

Andare dove ci si trova meglio

Lavorare in quello che più ci piace

Guardare dove si vede il mondo

Sospirare i baci più morbidi

Sognare le verità del cuore

Sono solo alcuni esempi

Di quello che la volontà può fare

Ma… orribilmente

Qualcuno pensa solo a se stesso

E… quando vorremo farlo

Ci levano dal mondo senza appello

Solo perché… costiamo troppo

Al loro inutile disegno

 

Bastardi senza cuore che avete vissuto

In ogni governo di centro sinistra e destra

Quando si tratta di dover cambiare il paese

Di far veramente qualcosa

Lasciate che tutto passi, come le grandi notizie

Che poi finiscono nell’ignoranza

Quando nessuno ne vuol sentir parlare

 

Guerra dolore affanno… nella morale che fa eroi

E martiri, qualcuno sa quanto costa

Andar a caccia del terrorista, qualcuno paga

Qualcuno muore, qualcuno sfrutta il non sapere

 

Qualcuno sa orribilmente e…

Orribilmente tacce.  

Qualcuno costruisce i modelli di vita

A cui dobbiamo assomigliare

Grande fratello grande stronzo

A chi conviene questo tipo di mondo?

 

Tu che leggi ne sei consapevole

Tu che leggi sei solo una pedina

E scegliendo il mal minore puoi

Solo limitare un danno…

Inevitabilmente si può dire

Che… un politico è un bastardo

 

Che un politico sa solo

Ciò che è meglio per se stesso…

 

E per noi che stiamo sotto,

abbiam diritto solo al momento del voto.


postato da: Radames alle ore 00:36 | My Site | commenti (1) |permalink|

Sound

About

Utente: Radames

Description

Nel cuore cade incessante Il fitto velo, nasconde sentieri, la nostra coscienza sul margine, appena il braccio fuori ricorda di aver lasciato aperte le pagine… al tempo… ritorna, un silenzio vi cade dagli occhi. l’amore è martire. Ella cammina vi guarda senza dire, e se pur silenzio le sue guance non sono che strider del secco quando nemmeno il frinire delle cicale ne potrà cantarne un verso. La sabbia si ferma non più avrà pietre poste al limitare del sapere quanto rabbia, lenta la corrode e la nasconde, insofferente porta più di quante pieghe pensi al nostro animo di veglia... un sorgere crudele, poi, il cadere dei passi una risposta… ma per quanto saggi nessuno mai le chiede …amore... ma d’oltre eterno
ne cancellerà memorie per non saper mai il senso del viaggio.

Words

inserisci qui il tuo testo

Blog Members

Categories

articolo
poesia
satira

Archive

oggi
febbraio 2008
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
luglio 2006
maggio 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
maggio 2005
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004

Recent Comments

utente anonimo in  La rabbia ...

Links

radio dimensione suono

Credits



Template designed by: Anarion
Distributed by:Templates Under The Moonlight

Add me to your Favorites

Feeds

Counter

*loading* visitatori

Tag Board

Inserisci qui la tua tag-board. Larghezza massima consigliata 185px

love

Scrivi qui..

hate

Scrivi qui..

films

Scrivi qui..

books

Scrivi qui..

Stickers